18 Novembre 2018
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Storia

LA STORIA DEL GINOSA CALCIO
L'Associazione Sportiva GINOSA fu fondata il 9 Marzo del 1948.
L'A.S. GINOSA nasce tra il periodo 1947 e il 1948. Fu costituita una società sportiva senza alcun documento. Di fatto in quell'epoca l'unico posto dove i ragazzi giocavano a “palla” (e non al pallone, perché in quel periodo avere un pallone costava troppo), era il Rione Poggio. Così si sentiva la necessità di avere un campo sportivo per far divertire la gioventù di quel periodo.

Negli anni addietro ed esattamente verso il 1935-36 in Piazza Nusco, in quei tempi si doveva costruire l'attuale Edificio Scolastico. All'epoca c'era un giardino di proprietà della signora Teresa Miani. L'Amministrazione Comunale per far sì che si costruisse l'edificio scolastico, effettuò l'esproprio.
Però ci fu un accordo: infatti, il Comune per costruire, lasciò alla proprietaria la signora Miani, un pezzo di terreno. La signora Miani per ringraziare il Comune di questo, donò un pezzo di terreno in Via Montescaglioso.
Il terreno venne donato alla gioventù dell'epoca per avere uno spazio quadrato per tirare due calci alla “palla”.
Il tutto venne fatto a voce senza alcun atto Notarile. Le autorità dell'epoca, cominciarono a farlo spianare. I disoccupati di quel periodo iniziarono a lavorare in quel terreno con i picconi, per far divertire i giovani.
Intanto nel 1940 scoppiò la guerra, e purtroppo quel terreno fu lasciato parzialmente abbandonato. Così dal 1940 al 1945 non si parlò più di quel terreno.
Finita la guerra, dopo alcuni anni si pensò di costituire una Società Sportiva. E, fu così che alcuni giovani dell'epoca tra cui il maestro Sarno Carmine, allora aspirante Notaio, fece comprendere ad alcuni suoi amici che, giocavano tra di loro, la necessità di fondare un'Associazione Sportiva con i crisma della legalità.
L'atto fu preparato verso la fine del 1947 dal maestro Sarno Carmine, e legalizzato dal Notaio di quell'epoca Giuseppe Lentini di Taranto.
Il 9 Marzo del 1948 fu fondata L'Associazione Sportiva Ginosa.

La società fu fondata: dal Maestro Leonardo Crichigno che successivamente diventò il primo presidente della storia dell'A.S. Ginosa; Trisolini Ettore fù Enrico, esattore; Pietro Pardo di Domenico, insegnante; Vittorio Di Taranto, studente; Pietro Liuzzi, insegnante; Antonio Guida, autista; Oscar Pizzulli di Francesco, insegnante; Carmine Sarno, insegnante; Antonio Mele, commerciante; Aldo Tuseo di Antonio, dottore; Francesco Zicari fu Giuseppe, impiegato. Questi furono coloro che il 9 Marzo del 1948 iniziarono la storia dell'A.S. GINOSA.



La prima formazione del 1948
In piedi da sinistra: Lucio Disanza, Di Martino, Giove Gorizia, Francesco Pioggia (magazziniere), Vincenzo Lo sito, Ugo Pascale, Franco D’Alconzo, Vincenzo Addobbo (detto u’ nuciar); Accosciati da sinistra: Fernando Tuseo, Raffaele Sangiorgio, Vittorio Il Grande (portiere), Franco Sellitti.)
Marzo 1948
In piedi da sinistra: Rodolfo Loiacono (portiere), Panetta, Vincenzo Addobbo, Lucio Sardella, Franco Sellitti, Di Martino. Accosciati da sinistra: Raffaele San Giorgio, Lucio Di Sanza, Damiano Monelli, Vincenzo Losito, Chielli.)
Il calcio di inizio
Fondata l’A.S. Ginosa, tra il 1948 e il 1949 si inizia a gareggiare.
La prima formazione dell’epoca iniziava così … Vittorio Il Grande, Di Martino, Sellitti, Francesco D’Alconzo, Vincenzo Addabbo, Lucio Sardella, Raffaele Sangiorgio, Lucio Di Sanza, Damiano Mongelli, Vincenzo Losito e Giove. Facevano parte anche della rosa il portiere Loiacono, Vito Francesco Dragone (detto “Cecchino”), Nunzio Panetta, Nicola Tuseo, e Ugo Pascale.
Purtroppo in quell’epoca il Campo Sportivo non era pronto, così le partite si giocavano in altri campi di paesi limitrofi.
I campionati non esistevano in quanto non avendo il campo di gioco non si poteva iscrivere la squadra al campionato. Così si giocavano partite amichevoli con il Laterza, Castellaneta, Bernalda, Montescaglioso e altre squadre nelle vicinanze che potevano dare ospitalità.
Il presidente dell’epoca era il Maestro Leonardo Crichigno (il primo presidente della storia del calcio ginosino), insieme ad altri dirigenti organizzavano le trasferte, le porte di legno erano costruite a mano e senza reti. Le gare in trasferta venivano organizzate dal Sig. Guglielmino Genovesi. Per portare la squadra in trasferta il sig. Genovesi metteva a disposizione dei Camion. I Camion erano attrezzati con panche di legno che trasportavano i giocatori fuori casa. Nei camion, per mantenere l’allegria della squadra, c’era un certo Tanino, che con la sua fisarmonica, accompagnava con della musica la squadra in trasferta.
La stampa dell’epoca si occupava poco o nulla di loro.
Qualche partita casalinga si giocava nel rione Poggio, oppure in qualche piazzetta dove c’era un pezzo di quadrato per far sì che i giovani dell’epoca potessero divertirsi. I disoccupati di quel periodo intanto avevano fatto spianare il terreno donato dalla signora Miani in via per Montescaglioso. Al campo ci voleva una recinzione o un muro. I soldi in quel periodo scarseggiavano, così il presidente Crichigno insieme alla dirigenza dell’epoca, decisero di far fare una sottoscrizione volontaria fra tutti i soci ed i tifosi di quel periodo. La sottoscrizione consisteva non di anticipare del denaro, ma di far portare a ognuno dei “TUFI “ per ultimare il campo sportivo per poter vedere anche a Ginosa qualche partita.
Fu costruito un muro di cinta che all’epoca costò circa Lire 180.000. Il campo sportivo fu fatto come meglio si poteva, un quadrato fatto dalla gioventù dell’epoca con delle porte fatte a mano con del gesso in polvere per tracciare le linee del campo. Si iniziò ad ospitare qualche squadra con delle gare amichevoli. In palio c’era solo il prestigio. La squadra cominciò a vincere qualche partita, e cominciò a suscitare interesse.
La società in quei tempi doveva avere un registro per le entrate.
Si pagava in quel periodo una tassa chiamata I.G.E.(imposta generale sull’entrate) che equivaleva all’I.V.A. di oggi. La società non poteva pagare questa tassa, così evadeva l’imposta per necessità di bilancio. Ci fu una denuncia anonima per evasione dell’I.G.E.
Aprirono un’inchiesta e la società ebbe una multa di lire 20.000. Il presidente Crichigno pagò la multa di tasca propria e per sdegno abbandonò la società.

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